CONTESTO

L’esigenza di una rete ultraveloce

L’Agenda digitale europea e la strategia italiana

La banda ultralarga (BUL) è l’infrastruttura portante dell’intero sistema economico e sociale di una nazione moderna. Una risorsa imprescindibile su cui sviluppare la capacità di un Paese di costruire il proprio futuro, di innovare ed essere competitivo.

Le comunicazioni sono la linfa vitale dell’economia digitale, permeano in maniera profonda i modelli di sviluppo e le relazioni sociali. Per questo l’accesso al digitale, rapido ed efficace, è fondamentale. Come l’acqua, l’elettricità, il trasporto e qualunque altro servizio di base.

L’Italia è in ritardo nella digitalizzazione e nella diffusione della banda ultralarga. A febbraio 2016, la media europea di copertura in banda ultra larga con velocità superiore a 30 Mbps era pari al 68% della popolazione, In Italia del 26%. Una carenza infrastrutturale aggravata da un ritardo culturale nell’utilizzo delle tecnologie.

Dare all’Italia reti a banda ultralarga è un’esigenza straordinariamente urgente. È il primo passo verso un processo che va oltre il tema delle infrastrutture e punta a realizzare un’Italia che grazie alla digitalizzazione diventa più veloce, più agile, meno burocratica e quindi migliore.

La strategia italiana per internet in ultrabroadband

Considerando il digital divide di base superato in quasi tutta Europa (vale a dire la banda larga per tutti i cittadini, raggiunta grazie a un mix di tecnologie tra cui il satellitare), la Strategia italiana per la banda ultralarga, in linea con gli obiettivi posti dall’Agenda digitale europea, prevede entro il 2020:

- Copertura ad almeno 30 Mbps per tutti i cittadini italiani
- Copertura ad almeno 100 Mbps per il 50% della popolazione

Un piano ambizioso che intende rimediare rapidamente alla carenza infrastrutturale che ci caratterizza, concentrandosi soprattutto sulla realizzazione delle reti a 100 Mbps. La declinazione degli obiettivi europei sul nostro territorio prevede infatti di portare all’85% della popolazione 100 Mbps entro il 2020, privilegiando in primis le aree di interesse economico e ad elevata concentrazione demografica, le scuole, le sedi di PA, ospedali e aree industriali. Per le aree più remote invece resta l’obiettivo di portare una velocità di connessione di almeno 30 Mbps.