Open Fiber e “M’illumino di meno”: la nostra fibra è verde

Dal 2005, ogni anno, la famosa trasmissione di Radio2 Caterpillar chiede ai suoi ascoltatori di spegnere tutte le luci che non sono indispensabili, alle 18 di una giornata di febbraio. L’ungarettiano “M’illumino d’immenso” è stato declinato nell’ormai iconico slogan M’illumino di meno: nel corso degli anni l’iniziativa ha portato l’efficienza energetica al centro del dibattito sociale e politico, fino a ottenere nel 2015 l’adesione formale del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Open Fiber ha aderito convintamente all'edizione 2018 di M’illumino di meno, che culmina oggi 23 febbraio nella Giornata Nazionale del Risparmio Energetico e degli Stili di Vita Sostenibili. Ma la nostra azienda “s’illumina di meno” ogni giorno, mettendo quotidianamente al centro della sua realtà operativa e aziendale i temi del risparmio energetico e della sostenibilità ambientale.

A cominciare delle strutture fisiche: la sede centrale di Open Fiber a Roma, in via Laurentina, è un luminoso edificio immerso nel verde, in cui gli ambienti di smart office si conciliano con una logistica a sua volta smart e green. Niente interruttori o pulsanti: ogni ufficio è provvisto di sensori che regolano l’accensione e lo spegnimento di luci e aria condizionata in base al numero di persone presenti; le sale riunioni sono prenotabili con una app e dotate di rilevatori di presenza. Le luci si accendono solo quando viene rilevata la presenza di persone.

La sede ha ottenuto la certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design) sviluppata dal U.S. Green Building Council, che promuove un approccio orientato alla sostenibilità, riconoscendo ai palazzi prestazioni come il risparmio energetico e idrico, la riduzione delle emissioni di CO2, nonché il miglioramento della qualità ecologica degli interni.

Ma Open Fiber è anche e soprattutto lavoro sul campo. E nell’attuazione del nostro grande progetto di dotare tutta l’Italia un’infrastruttura a banda ultra larga, l’azienda si è preposta di ridurre al minimo l’impatto dei propri lavori.

Il 45% della rete sviluppata da Open Fiber, ad esempio, è stata realizzata utilizzando infrastrutture già esistenti, attraverso accordi per il riutilizzo di tubazioni e reti aeree di tutti gli operatori di utilities.

Lì dove invece si è dovuti procedere a scavi, il 70% degli stessi sono stati effettuati con tecniche ridotte, le cosiddette minitrincee. Si tratta di scavi a sezione ridotta (10 cm di larghezza x 40 cm di profondità) che in confronto alla tecnica tradizionale di scavo (40 cm di larghezza x 100 cm di profondità) riducono in maniera sostanziosa il volume di materiale di risulta prodotto.

Tutto ciò riduce di riflesso le quantità di materiale destinato in discarica, con un ulteriore beneficio: meno materiale da utilizzare per riempire lo scavo aperto. Inoltre anche i ripristini del manto bituminoso si abbattono del 40-50%. Queste tecniche riducono l’impatto ambientale di almeno il 30-40% rispetto agli scavi tradizionali

Infine Open Fiber


  • si avvale di prodotti e soluzioni ingegneristiche che ottimizzano l’utilizzo energetico e garantiscono un elevato grado di prestazione

  • utilizza prodotti e soluzioni modulari e upgradabili, per garantire alle stesse un ciclo di vita più esteso

  • adopera materiali facilmente riciclabili quando diventano obsoleti, con livelli minimi di tossicità e che rilasciano basse emissioni di gas nocivi per l’ambiente


Open Fiber sostiene con convinzione #MilluminoDiMeno. Ma il risparmio energetico e la sostenibilità ambientale sono ogni giorno al centro della nostra missione. Dal momento in cui mettiamo piede in ufficio, fino a quando apriamo e chiudiamo un cantiere.