Open Fiber per il Sud Italia

29/05/2019


Fortissimamente Sud. Questo sembra essere il leitmotiv della politica di crescita e sviluppo per il nostro paese nell’immediato futuro. Nel mondo interconnesso in cui viviamo, la priorità assoluta per uno sviluppo concreto va data alla realizzazione di una rete internet superveloce in grado di servire ogni angolo del Paese. Nell’era dello smart working è impensabile poter svolgere qualsiasi tipo di attività quotidiana, e ancor di più lavorativa, in condizioni di connessione lenta o saltuaria tipica delle reti non avanzate.

Il Mezzogiorno sta attuando, da diversi anni, una politica di innovazione mirata a inserirsi all’interno di una cultura più globalizzata. Tuttavia le zone più periferiche, sia per carenza di infrastrutture sia per mancanza di fondi, sono ancora in parte escluse dal grande convivio virtuale che è il mondo di oggi.

Integrazione sociale e opportunità di lavoro grazie alla fibra ottica

Proprio dalla fibra ottica arriva una potenziale soluzione al problema. Si parlava di smart working e mondo del lavoro legato a internet. Quale migliore alleato per lo sviluppo di un territorio ricco di tesori artistici e culturali spesso sconosciuti o addirittura dimenticati se non quello della creazione di nuove possibilità comunicative?

È in questo senso che la realizzazione di una rete FTTH sull’intero territorio nazionale potrebbe essere la chiave che permetterà anche ai piccoli centri di diventare parte attiva della rivoluzione digitale in corso.

È un problema ben noto anche all’Unione Europea, che da diversi anni ha messo in programma una serie di obiettivi legati proprio all’implementazione della connessione a banda ultra larga come strategia per la crescita del continente.

In questa prospettiva, Open Fiber è attivamente impegnata nel Mezzogiorno, area del paese che anche nel caso della fibra ottica mostra contraddizioni e particolarità. Se dovessimo infatti basarci solo sui numeri, il Sud Italia non avrebbe niente da invidiare alla sua controparte settentrionale. La percentuale di comuni coperti da fibra ottica è già da un paio d’anni tra le più alte d’Italia, contro un Nord che sembra andare più a rilento. Persino le zone industriali, che più di tutte trarrebbero solo vantaggi dalla possibilità di una connessione ultraveloce, sono spesso vere e proprie isole dove internet va a rilento o salta per lungo tempo, con disservizi che incidono su bilancio e produttività delle imprese.

Ecco che Open Fiber si presenta come la soluzione ideale al problema.

Una rete capillare ed efficiente per uno sviluppo più rapido

Grazie alla politica aziendale, volta non solo alla creazione di infrastrutture ma anche e soprattutto alla riqualificazione di quelle esistenti in un’ottica di piena sostenibilità, Open Fiber è in grado di realizzare una rete capillare ed efficiente in un territorio che stenta a raggiungere il suo pieno potenziale. Grazie alla sua rete FTTH in grado di garantire velocità di 1 Gbps, il Mezzogiorno potrà finalmente essere competitivo con gli standard di connessione europei. L’azienda ha già attivamente raggiunto gran parte degli obiettivi per alcune regioni, Campania e Sicilia tra tutte, dove già molte scuole e istituti pubblici sono stati dotati della fibra ottica FTTH, una rete in grado finalmente di mantenere ciò che promette.

Ma uno sviluppo concreto non è possibile senza l’integrazione delle cosiddette aree bianche – quelle più periferiche e meno urbanizzate, dove la fibra ottica è del tutto assente e nessun operatore avrebbe investito e per le quali Open Fiber s’è aggiudicata i tre appositi bandi Infratel. E proprio nel Sud, ormai sono sulla rampa di lancio anche le aree più remote di Puglia, Calabria e Sardegna.

Non può esserci integrazione senza inclusione, Open Fiber guarda al futuro con ottimismo certa di poter raggiungere tutti gli obiettivi che si è prefissata per uno sviluppo più rapido in tutta Italia. Partendo magari proprio dal Mezzogiorno.