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21 Aprile 2020

Roma, 21 aprile 2020 – Con riferimento alle dichiarazioni di TIM sul modello wholesale, Open Fiber dichiara che il modello wholesale only trova importanti riscontri sia nel nuovo Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche, in fase di recepimento da parte del Parlamento italiano, sia nelle analisi svolte dall’Agcom e dall’AGCM, sia in un chiaro orientamento espresso ad amplissima maggioranza dal Legislatore nel decreto fiscale del 2018 (art. 23-ter). In tutti i casi, questo modello viene indicato come il più adatto per favorire gli ingenti investimenti necessari a realizzare una nuova rete di accesso ad altissima capacità, a disposizione di famiglie e imprese. Investimenti che – al contrario – non sono stati effettuati dall’operatore verticalmente integrato causando il ritardo in cui si trova il nostro Paese.

Il modello wholesale only è soprattutto l’unico a garantire l’accesso alla rete in forma neutrale e non discriminatoria a tutti gli operatori, che ne sono clienti e non concorrenti, con evidenti benefici per i consumatori in termini di pluralità e ricchezza dei servizi disponibili.

Un modello di business che, oltre ad ottenere il gradimento di tutti gli operatori di telecomunicazione del mercato italiano ad eccezione dell’incumbent, ha già permesso ad Open Fiber in circa tre anni di diventare, con 8,5 milioni di case raggiunte, il terzo fornitore europeo di connettività in modalità FTTH (Fiber To The Home) – il primo non verticalmente integrato – alle spalle di Telefonica e Orange. Un risultato tutt’altro che fallimentare a giudicare anche dai comportamenti abusivi messi in campo dall’incumbent per ostacolarlo e il reiterato interesse dimostrato ad acquisirne il controllo.  

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