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13 Settembre 2019

Associazioni e imprese del territorio fanno il punto sul piano per la rete ultraveloce nei comuni delle aree bianche cuneesi

L’obiettivo è dotare i piccoli comuni del cuneese di un asset che possa rilanciare lo sviluppo e l’economia del territorio. I lavori per la posa della nuova infrastruttura interamente in fibra ottica, nell’ambito dei bandi pubblici del Ministero per lo Sviluppo Economico, emessi da Infratel Italia, sono in corso in diversi comuni della provincia e, nelle prossime settimane, man mano che la rete sarà completata, si passerà alla fase che cittadini e imprese attendono con più fermento, vale a dire la possibilità di utilizzare la rete FTTH (Fiber To The Home) e beneficiare di prestazioni finora non raggiungibili con le attuali reti esistenti.

 “Accendiamo il futuro”, l’evento promosso da Anfov e Anci Piemonte che si è svolto quest’oggi a Villanova Mondovì, ha rappresentato l’occasione per fare il punto sul piano Banda Ultra Larga, e nello specifico nella provincia di Cuneo, che pur tra tante difficoltà procede spedito, con l’obiettivo ambizioso di colmare il digital divide delle aree “bianche”, nonché per fare chiarezza sulle opportunità legate alla nuova infrastruttura e sul ruolo degli operatori di telefonia coinvolti.

Ad aprire i lavori, gli interventi di Michele Pianetta, Vicepresidente Anci Piemonte con delega all’Innovazione, del Presidente di Uncem, Marco Bussone, e del Segretario Generale di Anfov, Antonello Angeleri.

«Il grande piano di opere per diffondere la fibra ottica in tutto il territorio piemontese – ha affermato Michele Pianetta, vicepresidente ANCI Piemonte e vicesindaco di Villanova Mondovì – è un obiettivo centrale. La riduzione del digital divide rappresenta una priorità assoluta, in grado di rilanciare i Comuni più marginali, riportandoli al centro di investimenti privati. Migliorare la qualità della rete significa favorire lo sviluppo delle attività produttive e commerciali e, al contempo, migliorare l’interazione tra cittadini e amministrazione pubblica locale. ANCI Piemonte ci crede fermamente, tanto che per il terzo anno ha riproposto il Premio Piemonte Innovazione, in scadenza il prossimo 13 settembre. Si tratta di una misura concreta per sostenere l’innovazione negli enti locali, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Da un lato dunque gli stimoli, dall’altro gli strumenti per realizzare importanti salti di qualità».

«Abbiamo più volte sottolineato l’importanza del piano BUL per i territori storicamente più isolati – ha detto Antonello Angeleri, Segretario Generale Anfov –. Le sinergie tra pubblico, privato e associazioni di categoria, sono fondamentali per risolvere le criticità che inevitabilmente si presentano quando è in corso un progetto così complesso. Si tratta di un’opera necessaria, senza la quale perderemmo una grande occasione. Quello di Villanova Mondovì sarà un utile momento di confronto e di riflessione per spingere sull’acceleratore dell’innovazione, partendo da uno dei territori italiani più attivi sul piano economico e produttivo».

L’investimento in corso nel Cuneese, nell’ambito del bando Infratel, è di circa 62 milioni di euro, e consentirà di cablare le circa 190mila unità immobiliari comprese nelle aree bianche degli oltre 200 comuni della provincia. Ad oggi i lavori sono in corso in 34 comuni, che diventeranno almeno 65 entro la fine dell’anno. Circa 300, tra operai specializzati e progettisti, le persone impegnate sui cantieri.

«Siamo vicini al punto di svolta del progetto – ha sottolineato Andrea Falessi, Direttore delle Relazioni Esterne di Open Fiber – perché in alcuni comuni stanno per terminare le lavorazioni e, entro poche settimane, sarà possibile cominciare a usufruire dei vantaggi della banda ultra larga: sono già terminati gli interventi per la realizzazione delle centrali (i cosiddetti PCN) di Villanova Mondovì e Carrù, che quindi saranno le prime aree interessate dalla nuova fase. Un primo passo che però non ci distrae dall’obiettivo finale, che è quello di portare la rete FTTH in tutti i comuni inclusi nel bando Infratel. La complessità del piano è nota, ma se tutti gli enti coinvolti faranno la loro parte, rispetteremo il nostro impegno”.

“Accendiamo il Futuro” ha visto anche la partecipazione di Vincenzo Ferrara, Responsabile Gestione e Manutenzione di Infratel Italia, che è intervenuto sul progetto “Piazza Wi Fi Italia”, e dell’Ad di Alpitel, Carlo Carlotto, che ha testimoniato il punto di vista delle imprese impegnate nella realizzazione delle reti a banda ultra larga.

L’infrastruttura in fibra realizzata attraverso i bandi di Infratel nelle aree bianche del Paese rimarrà di proprietà pubblica, e sarà gestita in concessione per 20 anni da Open Fiber, che ne curerà anche la manutenzione. Complessivamente, la società guidata da Elisabetta Ripa collegherà alla rete ultraveloce oltre 7000 comuni di 20 regioni italiane.

Open Fiber è un operatore wholesale only: non vende servizi in fibra ottica direttamente al cliente finale, ma è attivo esclusivamente nel mercato all’ingrosso, offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati. Una volta che le lavorazioni saranno terminate e la rete sarà accesa, i clienti interessati quindi non dovranno far altro che contattare un operatore, scegliere il piano tariffario e navigare a una velocità impossibile da raggiungere con le attuali reti in rame o miste fibra-rame. Sono già diversi gli operatori che hanno ufficializzato il loro interesse a commercializzare servizi nelle aree bianche utilizzando proprio la rete che sta realizzando Open Fiber come concessionaria del bando del Mise.

Le connessioni in fibra sono molto più affidabili rispetto a quelle in rame perché sono meno soggette a interruzioni e problemi tecnici. Inoltre, sono anche più economiche perché vengono in questo modo ridotti tutti i costi di manutenzione. Per non parlare della loro velocità rispetto alle tecnologie tradizionali. Infine, questa è l’unica soluzione future proof, con una capacità di trasmissione che arriva a toccare i 40 Gbps. I vantaggi per i singoli cittadini e per le aziende sono innumerevoli: è possibile accedere ad una serie di servizi in rete, semplificando e migliorando le relazioni fra cittadini e Pubblica Amministrazione, fra studenti, scuole e università e aumentando la produttività e la competitività delle imprese, ma anche lavorare da casa attraverso il telelavoro e lo smart working.

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