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Sostenibilità
30 Settembre 2019
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Una delle leggi fondamentali della fisica ci insegna che in natura nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. Il concetto di progresso si allinea sempre più con questa idea e con esso anche quello di economia. Attualmente si sente parlare sempre più spesso di economia circolare come fondamento per le politiche societarie future, ma cos’è esattamente la circular economy?

Si tratta di un modello produttivo elaborato in risposta ai problemi ambientali causati dal mondo industrializzato. Al contrario dell’attuale modello, che può essere riassunto con la sequenza produzione-consumo-smaltimento, l’idea di economia circolare punta ad attivare un ciclo produttivo che, una volta innescato, riesce ad autoalimentarsi. I suoi principi di base sono la riduzione dell’uso di risorse primarie, l’allungamento del ciclo di vita dei prodotti e la produzione di oggetti che possano essere riparati in caso di danni. A ciò si affianca l’uso condiviso di beni e servizi in un’ottica di azzeramento della produzione di rifiuti. Anche il riciclo dei rifiuti, infatti, non può essere ripetuto all’infinito: prima o poi la vita di un materiale si esaurisce e lo stesso procedimento di riciclo ha un impatto sull’ambiente.

L’idea di economia circolare porta il concetto di ecosostenibilità a un livello successivo, poiché non si limita al semplice riutilizzo ma si integra con l’attuale progresso. Tempo e intelletto vengono dedicati allo studio di nuove tecnologie per risultati sempre più performanti. In questo modo, pur riavvicinando la popolazione a uno stile di vita meno consumistico e dall’impatto ambientale drasticamente ridotto, la qualità della vita rimane alta.

Attualmente molti comuni stanno investendo in progetti e politiche di economia circolare. Alcune regioni, come l’Emilia-Romagna, hanno avviato percorsi specifici con la creazione di forum preposti al raggiungimento degli obiettivi. L’aspetto più interessante di una politica di circular economy è che essa coinvolge in prima persona i cittadini. Si tratta di una vera e propria rivoluzione che interessa l’aspetto tecnologico, politico e anche culturale della vita di una città, e che supporta le pari opportunità per tutti.

Economia e innovazione insieme per un futuro sostenibile

Per poter applicare un piano di sviluppo circolare a un’intera società bisogna tener conto di molti aspetti: qualità della vita, sostenibilità e inclusione sociale. La risposta ai problemi da affrontare in questi casi è nella tecnologia: energie da fonti rinnovabili e aumento dell’efficienza energetica sono un primo passo. Altro passaggio fondamentale è l’implementazione di sistemi intelligenti di mobilità e infrastrutture.

Tutte queste innovazioni trovano il loro alleato ideale nell’Internet of Things e di conseguenza nella banda ultra larga. Nell’era dell’IoT la rete si integra con oggetti e dispostivi, facendoli interagire tra loro e migliorando la qualità della vita e dei servizi. Economia e innovazione viaggiano a braccetto e puntano sempre più verso un mondo più pulito, efficiente e soprattutto interattivo. Questi 3 principi sono alla base della nostra filosofia e il progetto di una rete FTTH diffusa in maniera capillare ne è la manifestazione più evidente. Ma vediamo in che modo la banda ultra larga supporta la rivoluzione della circular economy.

La digitalizzazione della quotidianità è già di suo in grado di creare una spirale di benessere che si autoalimenta. Più il web diventa il mezzo attraverso cui usufruire di beni e servizi, più nuove applicazioni vengono realizzate. Servizi digitali, infatti, vuol dire rapidità di fruizione con meno spreco di risorse. Basti pensare ad applicazioni ormai quotidiane come i biglietti elettronici. La loro natura digitale permette il risparmio di notevoli quantità di carta e inchiostro. La comodità d’uso a livello burocratico e i vantaggi economici che ne derivano fa in modo che essi siano sempre più richiesti, aumentandone la diffusione.

Adesso proviamo a portare questo concetto su una scala molto più ampia, abbandonando l’idea di web come servizio domestico ed estendendolo alle strade di una città. Quando le infrastrutture cittadine vengono interconnesse e cominciano a comunicare tra di esse, tutta la rete di servizi diventa un’entità in grado di creare progresso.

Risparmio, ecosostenibilità, condivisione e riutilizzo danno il via al circolo dell’economia che si autoalimenta.

La rete FTTH di Open Fiber, un’autostrada per il progresso

Una società del genere affida la riuscita di gran parte delle sue attività alla connessione internet. È per questo che il supporto di Open Fiber è fondamentale. La nostra rete FTTH è attualmente la tecnologia più performante in termini di rapidità e affidabilità. La velocità di trasferimento dati della fibra ottica, che raggiunge 1 Gbps, permette la comunicazione tra dispositivi in tempo reale anche in caso di notevole traffico di rete. La composizione dei cavi, realizzati in fibre di vetro e polimeri, non risente di sbalzi di temperatura e condizioni meteo avverse, garantendo la stabilità della connessione. Inoltre, e questa è la parte che preferiamo, in perfetto stile circular economy, la fibra ottica è ecosostenibile. I materiali utilizzati si usurano molto più lentamente rispetto ai tradizionali cavi in rame, richiedendo meno manutenzione e di conseguenza meno scavi ed emissioni in atmosfera.

Internet è il mezzo grazie al quale il progresso si muove nell’era digitale. Noi di Open Fiber stiamo creando l’autostrada che permetterà a tutti di accedervi.

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