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Mondo Open Fiber
23 Febbraio 2021
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La banda ultra larga di Open Fiber raggiunge le aree montane. Ecco come ci siamo riusciti.

Chi avrebbe detto, solo un anno fa, che le nostre vite si sarebbero digitalizzate a tal punto da non poter più fare a meno di internet per lo studio e il lavoro? Noi di Open Fiber abbiamo sempre creduto nelle opportunità offerte dal digitale. La pandemia di Covid 19 ha fatto sì che, sia nelle grandi città che nei piccoli comuni delle aree montane, le nostre abitudini cambiassero in maniera sostanziale. Internet è il mezzo che ha sostenuto l’economia negli ultimi 12 mesi: smart working, DAD, intrattenimento e comunicazione non sarebbero possibili senza il web

Tuttavia, oltre ai vantaggi della banda ultra larga, questa massiccia digitalizzazione delle nostre vite ha messo in evidenza anche i problemi legati alle ormai obsolete connessioni in rame e al digital divide ancora presente nelle aree bianchissime del territorio nazionale. La richiesta di connessioni internet adeguate è aumentata in maniera notevole, particolarmente nei piccoli borghi delle aree montane. E noi ci siamo subito messi in moto per raggiungerli. Poter usufruire di una connessione ultraveloce anche dove fino a poco tempo fa si navigava a banda “strettissima” ha cambiato in meglio le vite degli abitanti. Vi raccontiamo le loro storie.

Connessione ultraveloce nei comuni montani: le prime tappe della missione Open Fiber 

Bard, la banda ultra larga arriva tra i monti della Val d’Aosta

Tra cime che sembrano voler toccare il cielo, natura incontaminata e ghiacciai perenni, la Valle d’Aosta ha un fascino che difficilmente lascia indifferenti. Lungo le stradine di montagna esistono realtà note a pochi, racchiuse dai monti e circondate di verde. Così si presenta Bard, un piccolissimo comune inserito tra i Borghi più belli d’Italia: un insieme di edifici in pietra incastonati sulla cima di una rocca abbracciata dalla Dora Baltea. Fino a poco tempo fa, i 129 abitanti di questa piccola gemma dovevano accontentarsi di una scadente connessione ADSL, che raramente offriva performance adeguate al lavoro da remoto su base quotidiana. Oggi Bard viaggia con una connessione ultraveloce grazie alla rete ultrabroadband di Open Fiber, che ha raggiunto tutte le 109 unità abitative del borgo. 

Roberto Ravo, uno degli abitanti, è stato il primo ad allacciarsi alla rete FTTH nazionale e portare la rivoluzione della fibra ottica nel suo comune. 25 anni e un lavoro in una multinazionale di ingegneria informatica, Roberto è sempre stato molto affascinato dalle recenti innovazioni tecnologiche. Non solo: da grande appassionato di gaming online, adesso anche le sue serate in multiplayer sono molto più appaganti. Ecco come ha raccontato la sua esperienza in un’intervista rilasciata a CorCom: 

“Lavoro in smart working da quasi un anno. La connessione Adsl non era performante e non avrei potuto essere operativo in modo efficace. Attraverso un forum online sono venuto a conoscenza del progetto Open Fiber e mi sono immediatamente attivato. Sono riuscito ad essere operativo in pochissimo tempo, nel mese di giugno 2020. Anche sul fronte dell’entertainment, senza fibra sarebbe stato difficile accedere a contenuti in streaming, ma anche a sessioni di gaming, dove la stabilità della connessione è persino più importante della velocità soprattutto se c’è uno scambio dati in real-time”. 

Ma un’altra impresa memorabile ci ha visti impegnati nella stessa regione: il comune di Rhêmes-Notre-Dame, 1700 metri sul livello del mare e appena 86 abitanti, è stato cablato a 1 Gbps in tempi record. Noi di Open Fiber non lasciamo nessuno indietro!

Il Molise esiste e si fa sentire! La connessione ultraveloce a Jelsi

Anche sugli Appennini, la rivoluzione dell’ultrabroadband può davvero fare la differenza. Quando abbiamo raggiunto Jelsi, un comune di poco più di 1700 abitanti in provincia di Campobasso, il Sindaco e l’Amministrazione Comunale si sono impegnati in prima linea per informare i cittadini dell’arrivo della rete ultraveloce e sollecitarli ad attivare nuove connessioni a banda ultra larga. Ed è grazie al loro impegno che sono state cablate ben 901 unità immobiliari. Un risultato così importante che molti cittadini emigrati altrove, tra cui Francesco Severino e Francesca Antedomenico, romani d’adozione, hanno scelto di tornare nel loro paese d’origine. 

Grazie alla possibilità di lavorare in smart working senza essere in alcun modo penalizzati da una connessione scadente, i due coniugi si godono la loro casa nel centro storico e la compagnia di parenti e amici d’infanzia. Ecco come Francesca racconta la sua esperienza:

“Avevamo già una connessione, ma non era adeguata alle nuove esigenze, e quindi abbiamo subito fatto richiesta. Lavoro in un’azienda del settore digitale a Roma e sono riuscita, grazie alla fibra, a lavorare comodamente a Jelsi per tutta l’estate in modalità smart working. Hanno aderito in tanti, sia privati sia aziende locali che avevano bisogno di attivare l’e-commerce, e anche molti insegnanti per la didattica a distanza. È davvero una bella opportunità per una comunità piccola come la nostra di appena 2mila abitanti”.

Come Jelsi, anche altri piccolissimi comuni molisani viaggiano a banda ultra larga, come ad esempio Capracotta, in provincia di Isernia. 

Belle storie dal Mezzogiorno: la rete a banda ultra larga arriva a Nusco

La verde Irpinia è pronta per portare il suo contributo alla gigabit society! A Nusco, uno dei paesi più popolosi dell’area, abbiamo cablato le abitazioni con la nostra rete a banda ultra larga. Abbiamo scelto come portavoce, anche in questo caso, il primo cittadino ad aver attivato un abbonamento per la connessione ultraveloce: il social media manager Marco Delli Gatti. Ecco cosa ci ha raccontato:

 “Il mio lavoro comporta anche il trasferimento di elevate quantità di dati, soprattutto in formato video, e senza la fibra non sarebbe stato possibile. Nel periodo del lockdown, da marzo a maggio, grazie alla fibra di Open Fiber, ho lavorato in smart working continuando la mia attività come fossi in azienda. Avevo una connessione Adsl ma non era più sufficiente. Sono stato il primo ad attivare la connessione in fibra nella zona. In quel periodo la mia azienda ha, fra l’altro, intensificato tutta una serie di attività B2B soprattutto legate alla formazione dei software attraverso l’erogazione in particolare di servizi video, contenuti in diretta streaming e caricati anche su YouTube. Nei tre mesi di lockdown ho caricato circa 400 Gb di filmati in modo agevole. Cosa che non avrei potuto assolutamente fare senza la fibra”.

L’azienda per la quale lavora Marco, ACCA Software, si occupa di sviluppare gestionali per il mondo dell’edilizia e dell’architettura. Oltre a questo, l’azienda realizza materiale illustrativo multimediale per i clienti che utilizzano i software: tutorial e contenuti digitali che richiedono una enorme quantità di banda. Ma, grazie alla stabilità e alla velocità della nostra rete FTTH, seguire e istruire i clienti online non è un problema.

Borghi fantasma: una possibilità di ripopolamento grazie alla rete ultrabroadband di Open Fiber

Ma la nostra missione non finisce qui. Stiamo lavorando senza sosta per cablare le aree bianchissime utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione. Abbiamo, infatti, raggiunto Craco, paese in provincia di Matera. E in Sicilia, tra i monti delle Madonie, abbiamo portato la fibra ottica a Isnello, un paesino sulla cima del monte Mufara. Sul territorio comunale si trova un telescopio di rilevanza internazionale: non potevamo non raggiungerlo, e per farlo abbiamo addirittura utilizzato un elicottero!

Connessioni ADSL dalle performance inadeguate, o perfino l’impossibilità di accedere a qualsiasi tipo di connessione… niente di tutto questo sarà più un problema per i comuni delle aree montane: ecco l’ultima sfida che abbiamo raccolto e che non vediamo l’ora di completare.


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