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Tecnologia e innovazione
18 Luglio 2019
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“La pace è un sogno. Può diventare realtà ma per costruirla bisogna essere capaci di sognare.”

(Nelson Mandela)

Ci sono due modi per cambiare il mondo. Il primo è contribuire al progresso tecnologico e portare innovazioni che migliorino la vita del pianeta e delle persone. Il secondo, un po’ più complicato, è smuovere gli animi e ispirare la gente a costruire una società pacifica dove ogni individuo gode di pari diritti. In entrambi i casi, per cambiare il futuro bisogna essere dei visionari. Solo così si può visualizzare un mondo migliore in maniera così chiara da dedicare la vita alla sua realizzazione.

C’è un uomo che ha incarnato appieno questa filosofia: Nelson Mandela, ex presidente Sudafricano e premio Nobel per la pace nel 1993. Non è un caso che nel 2009 le Nazioni Unite abbiano istituito una giornata in suo onore per celebrare la tenacia con cui portò avanti i suoi ideali di pace, uguaglianza e libertà. Il 18 luglio, giorno del suo compleanno, in tutto il mondo si celebra il Nelson Mandela Day per ricordare alle persone che una società migliore può esistere e cambiare il mondo è possibile.

Le basi di una società più autentica: uguaglianza e inclusione

Ma come può un uomo solo lasciare un segno così indelebile? Come altri prima di lui, Mandela aveva capito che una società più umana può essere costruita solo sulle fondamenta dell’uguaglianza. E ancor più di questo, che bisogna portare avanti questo ideale ad ogni costo, accettando le conseguenze delle proprie azioni senza lasciarsi scoraggiare e senza arrendersi.

Già da giovanissimo dimostrò la sua tempra rifiutando un matrimonio combinato perché lo vedeva come una limitazione della sua libertà personale. Nel corso della sua vita lottò con ogni mezzo a sua disposizione per costruire una società paritaria. Come studente di legge, Mandela fu coinvolto nell’opposizione al regime sudafricano dell’Apartheid, che negava i diritti politici, sociali e civili alle persone di colore. A causa di queste sue ideologie trascorse ben 27 anni in prigione, ma non permise a questa esperienza di cambiare le sua convinzioni. Si lasciò ispirare dall’arte e dalla poesia, che lo aiutarono ad andare avanti durante i momenti più duri.

Una volta libero, nel 1990, restò fedele a una filosofia non vendicativa, continuando a inseguire un’ideale di pace basato sul perdono e sulla conciliazione. Fu questo a fare la differenza. Essere uguali significa non dare supremazia a una fazione su un’altra e non cedere alla vendetta. Per dirlo con le sue stesse parole:

“Ho combattuto contro il dominio bianco e ho combattuto contro il dominio nero. Ho perseguito l’ideale di una società democratica e libera”.

Queste sue convinzioni gli valsero, oltre al già citato Nobel per la Pace, onorificenze e premi in tutto il mondo. Divenne Presidente del Sudafrica nel 1994, ponendo fine al periodo nero dell’Apartheid e lasciando un’eredità di solidarietà e inclusione che ancora oggi viene presa a esempio da politici e leader mondiali.

La missione di Open Fiber

Inclusione sociale e lotta alle discriminazioni: due punti cardine anche della nostra filosofia. Prendendo come riferimento figure come Nelson Mandela, noi di Open Fiber ci stiamo impegnando per garantire a tutti pari accesso alle opportunità del digitale. Il nostro progetto di capillarizzazione della rete in fibra ottica su tutto il territorio nazionale ha lo scopo di permettere a tutti, anche a chi nasce in territori poco serviti, di avere le stesse possibilità di chiunque altro. Vogliamo una società più inclusiva, dove ognuno sia in grado di ottenere il massimo dal proprio potenziale e contribuire all’arricchimento della comunità globale.

Ecco il compito per oggi: lasciarsi ispirare. Anche il più piccolo dei gesti può contribuire a rendere il mondo un posto migliore.

 

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