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Tecnologia e innovazione
31 Luglio 2019
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Dalle coste lagunari alle nevose cime alpine, il Friuli Venezia Giulia è un territorio dai paesaggi variegati e ricco di storia. Questa regione di frontiera, con la sua geologia peculiare e un’eredità culturale unica nel suo genere, era, fino a qualche tempo fa, penalizzata dalla carenza di infrastrutture per il digitale. Noi di Open Fiber abbiamo deciso di investire sul Friuli Venezia Giulia e offrire le stesse opportunità a tutti i cittadini, dai piccoli comuni alle grandi città.

Un piano da oltre 170 milioni di Euro renderà il Friuli Venezia Giulia una regione all’avanguardia, grazie alla nostra tecnologia FTTH. Di questo importo, circa 130 milioni sono destinati alle cosiddette aree bianche, ovvero quelle zone in cui non esiste alcuna infrastruttura per la banda ultra larga. Si tratta di territori che qualcuno potrebbe definire ostici, ma dei quali, invece, noi vediamo l’immenso potenziale. Il nostro Field Manager, Luca Fioretti, sottolinea l’alto valore sociale dell’operazione:

“Stiamo portando la rete in fibra ottica in comuni e località molto isolate. Per i cittadini significa finalmente stare al passo con i tempi”.

I vantaggi della fibra ottica

Non si può parlare di modernità senza tenere in considerazione la possibilità di una connessione internet veloce e stabile. In molte aree isolate della regione, come il territorio di Val di Lauco ad esempio, persino effettuare una chiamata da cellulare è difficile a causa della scarsa ricezione. È giusto che gli abitanti della zona possano usufruire dei vantaggi dell’era digitale, esattamente come chi nasce in aree più facilmente raggiungibili. La banda ultra larga in un territorio del genere porterebbe con sé i benefici dello smart working e della formazione a distanza. Oltre ai vantaggi economici, in questo modo si contribuirebbe a tenere in vita la zona contrastando lo spopolamento che si sta verificando in molti piccoli comuni italiani.

Ma la rivoluzione della fibra ottica non coinvolgerà soltanto le aree montane. Anche Udine, capoluogo storico della regione, che gode di una posizione centralissima, beneficerà di un investimento di 14 milioni di euro, che consentirà di connettere oltre 40mila abitazioni. La nostra tecnologia FTTH renderà il Friuli Venezia Giulia una realtà all’avanguardia, dove internet viaggia a velocità che raggiungono 1 Gbps. Niente più differenze tra città e piccoli comuni: solo una rete che connetterà ogni punto del territorio senza distinzioni. Banda ultra larga vuol dire inclusione sociale e opportunità per tutti.

Progresso ed ecosostenibilità per le città del futuro

Lo sanno bene gli abitanti di Gemona, un comune di poco meno di 11.000 abitanti dalle affascinanti origini celtiche, che nel 2020 diventerà la prima piccola smart city d’Italia. Insieme al sindaco Roberto Revenant abbiamo avviato un processo di digital transformation che prevede un investimento di 2 milioni di Euro. Già rialzatasi dopo il terremoto del 1976, Gemona punta al futuro con una rete di servizi che migliorerà notevolmente la vita dei cittadini. Non solo IoT e sensori per la sicurezza urbana: anche monitoraggio in tempo reale dell’attività sismica e della condizione degli edifici.

“È un piano complesso, capillare, mai realizzato – spiega il Regional Manager Alberto Sperandio – che stiamo sviluppando cercando di ridurre al minimo l’impatto ambientale e limitando le attività di scavo. È un progetto che valorizzerà il territorio. La sensazione che viviamo tutti i giorni è di contribuire a creare una grande opera”.

Innovazioneprogresso e basso impatto ambientale, quindi, perché come sempre non si può parlare di fibra ottica senza tenere in considerazione i suoi vantaggi per l’ambiente. Una zona ricca di formazioni carsiche come il Friuli Venezia Giulia non potrà che beneficiare delle nostre tecnologie ecosostenibili e della cura che dedichiamo al territorio.

Lo sviluppo del paese passa attraverso la fibra ottica. Vogliamo che ogni angolo del nostro paese possa mettere pienamente a frutto le sue potenzialità e unirsi alla grande comunità globale. Adesso è il turno del Nord-Est, chi sarà il prossimo?

 

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