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Tecnologia e innovazione
31 Maggio 2019
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Di città intelligenti si parla da decenni, ma se prima esistevano solo nelle menti di scrittori e registi, adesso i progetti concreti di ingegneri ed esperti rendono possibile quello che un tempo sembrava un futuro lontanissimo. Ecco come stanno cambiando il mondo in meglio. Anche se la città intelligente è molto diversa da come ce l’eravamo figurata, senza auto volanti e teletrasporto, offre però una dimensione innovativa che tempo addietro non saremmo riusciti neanche a concepire. Le smart cities puntano a essere ecosostenibili, sviluppate e cooperative: economia, mobilità, ambiente e persone sono i loro cardini. Viviamo in città intelligenti, dotate di servizi e infrastrutture in grado di interagire con gli esseri umani e le loro necessità fino a migliorarne la qualità della vita.

Servizi come bike sharing e car sharing sono un perfetto esempio di come la tecnologia smart possa coniugare il servizio al cittadino, tra digitalizzazione e cura per l’ambiente. Ma andiamo ancora oltre. A Fukushima, in Giappone, esiste una rete di sensori che aiuta i cittadini a evitare le aree ancora contaminate da radiazioni dopo l’incidente nucleare del 2011. In Danimarca, invece, i sensori vengono utilizzati per organizzare una gestione intelligente dei rifiuti. La possibilità di connettersi e comunicare è la chiave di tutto. Le città del futuro mettono al centro le persone.

Fibra ottica: l’interazione fra città e cittadino è garantita

È facile, con delle premesse del genere, comprendere quanto la diffusione capillare della banda ultra larga giochi un ruolo chiave nel miglioramento delle nostre città. Nostre, per l’appunto, perché le città intelligenti non sono una realtà distante: Milano, Bologna e Firenze si classificano spesso in alto nelle graduatorie di città più smart, grazie ai servizi che mettono a disposizione dei cittadini e di chiunque voglia fare innovazione. Tra aggiornamenti sul traffico interattivi, pagamenti via smartphone e copertura garantita ovunque con hotspot gratuiti, non c’è da stupirsi che la maggior parte delle startup innovative decida di stabilire qui le proprie sedi.

Ma, se il progresso è quasi sempre prerogativa delle città importanti, allora perché investire nella capillarizzazione della rete FTTH? Per spiegarlo prendiamo ad esempio il caso di Saint Albert. Si tratta di una cittadina canadese di 65mila abitanti nel cuore continentale del Nord America. Una realtà che, se dovessimo affidarci agli stereotipi, passerebbe inosservata tra inverni rigidi e taglialegna, invece è la terza città più smart al mondo. Una vera oasi felice con un piano di sviluppo completo e un sistema di infrastrutture comunicative che punta tutto su tecnologia e innovazione. Seguendo il suo esempio, ogni città può diventare intelligente.

Come dicevamo all’inizio, le città del futuro mettono al centro le persone, e Open Fiber sta lavorando per rendere smart il nostro paese nella sua interezza. La rete FTTH si conferma quindi il mezzo principe dell’era digitale per creare, lavorare e migliorare la qualità della vita nelle nostre città. È impensabile, in un paese dalla tale vivacità culturale che l’intero mondo ammira e invidia, lasciarsi sfuggire il patrimonio dell’eccellenza locale. La diffusione della fibra ottica su tutto il territorio nazionale permetterà a tutti, privati e aziende, di essere produttivi in qualunque condizione e di poter fare affidamento su una rete stabile e veloce in ogni momento.

La banda ultra larga ci mette in condizione di rendere il mondo una realtà funzionale e interconnessa, dove le potenzialità del singolo non vengono più soffocate in nome dell’omologazione, come accadeva tempo fa, ma vengono valorizzate per arricchire la collettività. Non abbiamo le auto volanti, ma puntiamo comunque in alto.

 

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