world wide web day
Tecnologia e innovazione
12 Marzo 2021

Ecco come l’invenzione del World Wide Web ha rivoluzionato le nostre vite e quali sono le nuove sfide per il futuro.

È il 12 marzo 1989, il 34enne Tim Berners Lee, fisico e informatico con all’attivo diverse collaborazioni per il CERN, ha un’idea: realizzare un “ampio database ipertestuale con link” ispirato al Progetto Xanadu e a HyperCard. Il progetto, presentato in un paper inviato all’amministrazione, è forse troppo visionario e viene accolto con generale scetticismo. Tuttavia, Mike Sendall, capo di Berners Lee, decide di scommettere sulla visione del giovane informatico e gli suggerisce di implementarlo su una workstation NeXT. Ecco come nasce il World Wide Web

A 32 anni di distanza, l’invenzione di Tim Berners Lee, e del suo collega e co-sviluppatore Robert Cailliau, rappresenta un solco nella storia del progresso, avendo rivoluzionato non solo il nostro modo di comunicare ma anche le nostre vite. In questo articolo vogliamo celebrare il compleanno del web con un excursus storico dalla sua nascita a oggi, riservando un occhio particolare alle nuove sfide per il futuro.

L’invenzione che ha rivoluzionato il mondo e il nostro modo di comunicare: la storia e il futuro del World Wide Web.

Internet e World Wide Web, qual è la differenza?

Siamo abituati a utilizzare i termini “Internet” e “world wide web” come se fossero sinonimi, probabilmente perché entrambi hanno cominciato a diffondersi nelle nostre case durante gli anni ’90 ma in realtà si tratta di due cose distinte. 

Internet è una rete di comunicazione, un’infrastruttura tecnologica che connette vari terminali e permette di trasferire dati. Il World Wide Web, invece, è un protocollo che permette di trasferire dati sotto forma di ipertesto, in pratica è un servizio che sfrutta Internet per permetterci di navigare utilizzando link e indirizzi url. 

In un certo senso, Internet è un grande connettore globale all’interno del quale sono possibili diversi servizi, tra cui il Web le e-mail, i trasferimenti ftp e le moderne app.

Quando è nato Internet e perché

Comunicare è essenziale per essere aggiornati e, durante una guerra fredda, essere sempre in contatto con i propri informatori costituisce un vantaggio sostanziale. Internet è nato proprio per questo motivo. Nel 1969, un’agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense mise a punto ARPANET, una rete di computer in grado di abilitare lo scambio di informazioni tra militari in maniera veloce e sicura. 

Diffusione di Internet e nascita del web

La rete iniziale connetteva quattro nodi: l’Università della California di Los Angeles, l’SRI di Stanford, l’Università della California di Santa Barbara, e l’Università dello Utah, basandosi su un’architettura client/server. 

Nel 1971 fu inventato anche un servizio di posta elettronica, a opera di Ray Tomlinson. ARPANET si diffuse rapidamente anche tra le università europee e, con l’avvento dello standard di trasmissione TCP/IP – Transmission Control Protocol/Internet Protocol – prese il nome di Internet nel 1974. La rete si dimostrò un mezzo di comunicazione innovativo ed efficace, ed ebbe tra i suoi utilizzatori persino la Regina Elisabetta II, che nel 1976 la impiegò per inviare un’e-mail alla sede del Royal Signals and Radar Establishment. 

Fu solo il 6 agosto 1991, tuttavia, che il primo sito web venne messo online, a opera di Tim Berners Lee e Robert Cailliau. Il sito, ancora oggi visibile all’indirizzo http://info.cern.ch/hypertext/WWW/TheProject.html, presentava una grafica rudimentale e consentiva l’accesso a diverse risorse attraverso un sistema di librerie. 

Altro anno campale per la diffusione di Internet fu il 1993. Non solo in quell’anno fu realizzato il primo prototipo di browser, Mosaic, ma il CERN decise anche di rendere pubblica la tecnologia alla base del World Wide Web, perché fosse implementabile da chiunque. La relativa semplicità di utilizzo dei browser e del protocollo http fece in modo che Internet si diffondesse in tutte le fasce di popolazione, fino a diventare lo strumento che conosciamo oggi. 

L’impatto ambientale di Internet: le emissioni di CO2

Rispondere a un’e-mail, fare un acquisto online, scaricare un documento in digitale sono tutte azioni che permettono di risparmiare risorse come carta e carburante. Tuttavia, come tutte le cose, anche Internet ha un impatto ambientale. Oltre ai consumi legati all’alimentazione dei nostri dispositivi – tablet, pc o smartphone – la principale fonte di inquinamento, quando si tratta di Internet, sono i data center e i server che supportano e archiviano i contenuti.

Si stima che Internet produca 300 tonnellate di CO2 ogni anno, un valore notevole ma destinato a diminuire grazie alle nuove tecnologie.

Come si può rendere Internet sostenibile?

Come dicevamo, Internet è uno strumento con un suo impatto ambientale ma c’è un risvolto positivo: le nuove tecnologie lo renderanno sempre più sostenibile ed environmentally-friendly. Sempre più aziende, infatti, sono attente alle emissioni causate dai propri siti web. Un esempio su tutti Google che, lo scorso settembre, si è impegnato a investire in tecnologie e soluzioni ecosostenibili.

L’implementazione di pratiche ecosostenibili, però, come vantaggio collaterale non è sufficiente: bisogna agire sulle tecnologie stesse che permettono di tenere in vita Internet e sull’infrastruttura. La soluzione ai problemi di ecosostenibilità, in tal senso, è proprio la fibra ottica

Infrastruttura di rete a banda ultra larga, la chiave per l’ecosostenibilità di Internet 

La nuova sfida per il futuro è l’implementazione di un Internet ultraveloce e sostenibile.

Noi di Open Fiber sappiamo bene quanto la fibra ottica sia amica dell’ambiente e da sempre investiamo per trovare soluzioni anti-inquinamento che rendano il mondo un posto migliore in cui vivere. 

Abbiamo parlato in un articolo precedente della differenza tra reti in fibra ottica e in rame, mettendo in evidenza quanto le prime siano più ecosostenibili. Nessuna necessità di estrazione in miniera, tecniche di scavo che riducono al minimo le emissioni e gli interventi sul territorio, modalità di posa aerea e FWA in condizioni ambientali difficili e minima necessità di manutenzione sono solo alcuni dei vantaggi dell’infrastruttura a banda ultra larga

Ma c’è di più: la rete FTTH, quella che arriva fino al router di casa tua, riduce al minimo anche i consumi, grazie alla tecnologia PON, che non richiede alimentazione. Per questo motivo la transizione alla connessione ultraveloce in fibra ottica è la risposta ai problemi di ecosostenibilità causati dalle obsolete reti in rame. Tra le altre cose, la diffusione del web ci ha insegnato l’importanza di essere reattivi ai cambiamenti e sempre in grado di reinventarci. La fibra ottica è tutto questo: versatile, innovativa e future-proof, anche quando si tratta di ambiente.


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