Mondo Open Fiber
26 Gennaio 2021

L’AGCOM, su richiesta della Ministra Paola Pisano, ha identificato circa 200 Comuni senza alcun tipo di collegamento internet. Ecco come li raggiungeremo.

Didattica a distanza, telelavoro, servizi online: mai come in questo periodo di lockdown abbiamo bisogno di internet. Sin dalla fondazione, noi di Open Fiber ci siamo impegnati per portare la connessione a banda ultra larga su tutto il suolo nazionale, con particolare attenzione ai Piccoli Comuni delle Aree Bianche, penalizzati da servizi di connettività scadenti. Ma cosa succede quando la digitalizzazione diventa una necessità e ci sono ancora Aree Bianchissime, dove le abitazioni non possono ancora usufruire di alcun tipo di collegamento al web? Succede che portare la banda ultra larga anche in queste zone diventa una corsa contro il tempo. In Open Fiber, si sa, amiamo le sfide, e la prima grande sfida del 2021 è proprio questa: portare internet nelle Aree Bianchissime, anche programmando, laddove previsto, un’accelerazione del piano di copertura rispetto ai tempi prefissati dal piano BUL.

Aree Bianchissime: cosa sono e quale sarà l’intervento di Open Fiber

Circa 200 comuni non hanno alcun tipo di collegamento internet

Durante il periodo del lockdown, l’Agcom, su richiesta del Ministero dell’Innovazione, ha individuato le aree dette “no-internet”, dove non esiste neanche l’ADSL. La stima ha evidenziato come circa 200 comuni, situati soprattutto in Piemonte, Molise, Liguria e Sicilia, non usufruiscano di alcun servizio di connettività fissa o mobile. Parliamo di circa 150mila unità immobiliari complessive e circa 186mila cittadini che non possono connettersi al web. Un vuoto da colmare il prima possibile, data la situazione attuale. Ecco quindi la nostra nuova missione: raggiungere fino al 98% delle abitazioni di almeno 171 comuni delle Aree Bianchissime con i nostri servizi di connettività ultrabroadband entro fine 2021. E per riuscirci sfrutteremo tutto il potenziale che abbiamo a disposizione, sia in termini economici che tecnologici. 

Come raggiungeremo le Aree Bianchissime: la tecnologia FWA

Durante il tavolo aperto in periodo di lockdown abbiamo presentato un piano per coprire in modo anticipato e con i nostri fondi i Comuni delle Aree Bianchissime. 

La nostra AD, Elisabetta Ripa, lo spiega con queste parole: 

“La pandemia di Covid-19 ha mostrato a tutti quanto sia necessario avere una rete internet performante e capillarmente diffusa per continuare a lavorare, studiare, intrattenere relazioni sociali. Anche per questo abbiamo accolto l’invito del Ministro per l’Innovazione, Paola Pisano, a mettere in campo quanto possibile per intervenire nelle aree dove non c’è alcuna connessione Internet, cioè le cosiddette Aree Bianchissime. Open Fiber è scesa in campo con risorse proprie per portare entro un anno nella maggior parte di questi comuni una connessione FWA”.

La maggior parte delle abitazioni delle Aree Bianchissime si trova su territori collinari o di montagna, dove il tragitto da percorrere è particolarmente impervio e quasi sempre non esistono tracciati da poter riqualificare. Cablare la rete in fibra ottica in maniera tradizionale, cioè con scavi e posa dei cavi sottoterra, è un procedimento lungo per l’obiettivo che ci siamo posti. Abbiamo deciso di accelerare la copertura con un intervento transitorio in FWA, per poi procedere al cablaggio della rete FTTH così come prestabilito dai bandi Infratel. La tecnologia FWA, in scenari del genere, è una soluzione ideale. Grazie alla creazione di un ponte radio, è possibile inviare il segnale di banda ultra larga da un trasmettitore all’altro. Questo ci permette di coprire lunghe distanze anche senza la posa dei cavi e di superare ostacoli, come ad esempio la parete di una montagna, che altrimenti richiederebbero interventi dispendiosi e poco ecosostenibili. 

Un intervento a nostre spese 

Ma non ci limiteremo a questo: parlavamo poco fa di potenziale economico, e infatti ci faremo carico anche di buona parte del finanziamento dell’opera. Abbiamo proposto una copertura mantenendo gli oneri delle spese pari a circa 5milioni di euro. Ci occuperemo di realizzare a carico nostro delle connessioni di backhauling – il collegamento radio-rete – e di riutilizzare il backhauling di Infratel.

Un investimento necessario per abbattere il digital divide e promuovere una rinascita digitale per una società più inclusiva, adesso più che mai. O, per riprendere le parole di Elisabetta Ripa:

“La connettività deve essere disponibile a tutti per non creare cittadini di serie B, Open Fiber ha nella sua mission colmare questo divario digitale e si sta impegnando fortemente per portare il più rapidamente possibile la connettività dove questa non è ancora arrivata”.

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