Fibra ottica Open Fiber, lo stato dei lavori in Italia
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22 Marzo 2021
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Italia terza in Europa per copertura FTTH ma per abbattere il digital divide bisogna fare di più. L’impegno di Open Fiber e lo stato dei lavori

10,5 milioni di unità immobiliari (UI) cablate complessivamente in fibra ottica FTTH/B, di cui 3,8 milioni solo nel 2020. Il report stilato da Idate per l’FTTH Council parla chiaro: l’Italia è al terzo posto nel ranking europeo di copertura FTTH/B. E l’80% di questo traguardo è stato raggiunto negli ultimi due anni per mano di Open Fiber. Questo è lo stato dell’arte per quanto riguarda l’FTTH (Fiber To The Home), ossia la rete interamente in fibra ottica che arriva all’interno di case e uffici: l’unica che può essere definita vera fibra.

Ma cosa vuol dire per il nostro Paese? A che punto siamo?  Possiamo andare più veloci? E, se non fosse possibile, come mai? Analizziamo insieme la situazione attuale. 

Tra soddisfazioni, necessità imminenti e prospettive, lo stato dei lavori in Italia e l’impegno di Open Fiber. 

Open Fiber e lo stato dei lavori, a che punto siamo?

Secondo le stime elaborate da Idate con il Market Intelligence Committee dell’FTTH Council Europe, l’Italia è al secondo posto in Europa per tasso di crescita dell’infrastruttura interamente in fibra ottica, e terza per copertura, grazie al cablaggio di ben 3,8 milioni di unità abitative nell’ultimo anno.  Solo la Francia ha registrato un tasso di crescita maggiore, per un totale di 4,7 milioni, mentre Paesi come Germania e Regno Unito seguono con un notevole distacco: rispettivamente 1,9 e 1,8 milioni. 

Un traguardo importante per noi di Open Fiber che abbiamo contribuito su ben l’80% della crescita totale. 

“L’Italia grazie a Open Fiber si conferma al terzo posto in Europa per copertura FTTH/B dopo Francia e Spagna e il secondo Paese in termini di crescita. Non a caso, Open Fiber è il terzo operatore FTTH europeo proprio dopo l’incumbent spagnolo, Telefonica, e quello francese, Orange, e il primo tra gli operatori wholesale-only, un modello di business che l’Unione Europea ha scelto di evidenziare per la sua capacità di favorire gli investimenti nel Codice Europeo delle Comunicazioni Elettroniche”.

Queste le parole della nostra AD Elisabetta Ripa. A meno di quattro anni dalla nascita della nostra azienda, abbiamo completato il cablaggio di oltre un terzo del Paese. Abbiamo inoltre superato la metà del nostro progetto originale, che prevede il cablaggio in FTTH/B di oltre 19 milioni di unità immobiliari. Un risultato notevole ma che deve spingerci a tenere sempre alta la motivazione e la dedizione a continuare.

La struttura in fibra ottica più avanzata d’Europa

Quando parliamo di traguardi, non ci riferiamo soltanto al cablaggio del territorio ma anche all’efficienza dell’infrastruttura. La dorsale in fibra ottica di Open Fiber, ZION, ha raggiunto gli 800 Gbps per canale ottico. Un nuovo record che straccia quello già notevole raggiunto nel 2019: ben 600 Gbps. La rete di trasporto ottica di Open Fiber può arrivare fino a 48 Terabit per singola fibra, il valore più alto nell’industry mondiale.

Non solo: il nostro modello di business wholesale only mette a disposizione la rete a tutti gli operatori interessati a parità di condizioni. Ad oggi, i nostri partner sono oltre cento, tra i quali anche Sky. È un grande esempio di convergenza tra TLC e contenuti, e siamo al lavoro per raggiungere altri operatori di livello nazionale, in modo da fornire servizi integrati a cittadini e imprese attraverso l’interconnessione di reti al servizio di settori differenti.

Open Fiber e il 2020, l’importanza di abbattere il digital divide

Nel report di Idate si legge:

“Il Covid-19 può spiegare in parte questa crescita massiccia, in quanto ha portato a un maggiore traffico di dati e nuove richieste di banda larga con le persone che rimangono a casa, il che a sua volta ha fatto aumentare la domanda di fibra. Ma è da considerarsi come un acceleratore che ha amplificato tendenze preesistenti”.

Il 2020 è stato un anno campale per la digitalizzazione nel nostro Paese. La necessità di migrare servizi pubblici, didattica e lavoro online ha evidenziato la necessità di infrastrutture ultrabroadband accessibili a tutti. 

A oggi, la commercializzazione dei servizi su rete Open Fiber è aperta in oltre 2000 Comuni italiani, inclusi i piccoli Comuni delle Aree Bianche (le zone meno densamente popolate, dove gli operatori non hanno dichiarato interesse a intervenire). Un risultato notevole, che abbiamo raggiunto mettendoci in gioco: abbiamo, infatti, investito ingenti risorse private e pubbliche per fornire una connessione ultraveloce, anche alle zone prive di qualsiasi connessione fissa o mobile. 

Open Fiber e i ritardi: la necessità di un maggiore coinvolgimento delle Istituzioni

Nonostante il lavoro continuo di Open Fiber per cablare tutta l’Italia, le prassi burocratiche spesso troppo lunghe possono risultare penalizzanti. Anche il report di Idate mette in evidenza questa pecca, spingendo per un maggiore coinvolgimento della classe politica:

“Al di là del suo impatto sulle politiche pubbliche, è ora chiaro che Covid-19 ha cambiato la percezione del pubblico sull’importanza della banda larga e la loro disponibilità ad accettare tariffe premium per la fibra. Questa nuova tendenza è uno dei fattori chiave per l’adozione della fibra, tuttavia misure aggiuntive da parte dei responsabili politici volte ad aumentare l’adozione sono cruciali affinché i cittadini e le imprese europee possano beneficiare appieno del potenziale della fibra”.

Vincent Garnier, Direttore generale dell’FTTH Council Europe suggerisce una strategia: la chiusura delle reti in rame e un lavoro di informazione efficace sui vantaggi della fibra ottica:

“I fattori normativi e di mercato che frenano la migrazione alla fibra possono essere affrontati e vorremmo incoraggiare gli Stati membri e le autorità di regolamentazione a intensificare il sostegno allo spegnimento di rame e Pstn e alla migrazione dei consumatori all’FTTH. Alcuni dei passaggi chiave verso il successo sono: la promozione del lancio di reti in fibra nelle aree in cui è ancora limitata e le modalità di tariffazione del rame da utilizzare come meccanismo per creare una copertura FTTH al 100% nonché l’adozione di etichettatura o regole sugli standard pubblicitari per segnalare i vantaggi dell’FTTH rispetto ad altre tecnologie quando i consumatori sono confusi o non convinti dei vantaggi”.

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