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In Italia, il Ministero dello Sviluppo Economico ha individuato e messo a disposizione, attraverso un bando pubblico, la porzione di spettro 3.6-3.8 GHz per le sperimentazioni pre-commerciali del 5G.

La gara risponde a quanto richiesto dalla Commissione europea, per far sì che in ogni Stato membro sia presente almeno una città principale “abilitata al 5G” entro la fine del 2020 e che tutte le aree urbane e le direttrici di trasporto terrestre primarie dispongano di copertura 5G ininterrotta entro il 2025.

Open Fiber e Wind Tre hanno unito le proprie competenze, infrastrutture e capacità di investimento, presentando come risposta al bando pubblico un progetto di città 5G in cui vengano forniti servizi innovativi, con forte impatto in termini di utilità sociale ed economica. In data 22 settembre 2017, il Ministero dello sviluppo Economico ha inviato a Open Fiber e Wind Tre l’autorizzazione provvisoria per la realizzazione di una sperimentazione pre-commerciale 5G nella porzione di spettro 3.6-3.8 GHz nell’area 2 – Prato e L’Aquila, attraverso l’utilizzo dei diritti d’uso delle frequenze da 3.7 GHz a 3.8 GHz. I diritti d’uso sono utilizzabili esclusivamente con soluzioni tecnologiche 5G dalla data di assegnazione sino al 30 Giugno 2020.

Prato e L’Aquila, le “città 5G”

Le due aree metropolitane, seppur con le proprie specificità territoriali, presentano caratteristiche di replicabilità e ben si prestano a testare il cosiddetto modello della “Città 5G”, in cui la tecnologia mette al centro il cittadino e abilita servizi innovativi in grado di migliorare la qualità della vita e del lavoro, come la telemedicina, la viabilità evoluta, le soluzioni per smart grid, l’evoluzione dell’industria manifatturiera e la realtà aumentata.

Il trial durerà 2 anni e mezzo e vedrà Open Fiber e Wind Tre mettere in campo soluzioni tecnologiche di rete, sperimentando rispettivamente due diversi modelli di rete: Open Fiber il modello di neutral host nella città di Prato e Wind Tre il modello di operatore verticalmente integrato nella città dell’Aquila.

Nel modello neutral host (proprietario dell’infrastruttura) proposto da Open Fiber, è l’Operatore che sviluppa e gestisce l’infrastruttura offrendo “slices” di capacità di rete ai diversi service provider 5G, che possono essere Operatori di TLC retail, OTT, Industrie, la stessa Pubblica Amministrazione locale, con l’obiettivo di offrire servizi all’utente finale.

Grazie ad un lavoro sinergico tra neutral host, Pubbliche Amministrazioni locali e imprese locali è possibile, da un lato, realizzare una rete di telecomunicazione massimizzando il riutilizzo di infrastrutture esistenti riducendone i costi, dall’altro fornire servizi alle imprese del territorio e socialmente utili alle persone, favorendo l’evoluzione di nuovi modelli di business.

Il modello di operatore verticalmente integrato, che è proposto da Wind Tre per fornire un servizio end-to-end all’utente finale, avrà un ruolo chiave nello sviluppo delle reti 5G, specialmente nei casi d’uso in cui risulta determinante la copertura radio e la mobilità.

Nel contesto della sperimentazione sarà importante verificare la coesistenza della tecnologia 5G con la rete 4G esistente, la portabilità dei servizi attualmente fruibili in rete LTE e le migliorie che possono essere apportate.

Nelle città di Prato e L’Aquila sono stati selezionati, all’interno delle aree messe a disposizione dal MiSE per la sperimentazione 5G, i siti maggiormente idonei a offrire i servizi di nuova generazione sia nei centri storici, dove si trova la maggior parte delle sedi della Pubblica Amministrazione, sia in alcune zone periferiche di particolare importanza per la presenza di complessi industriali o di Università. Nella scelta si è data particolare rilevanza anche alla possibilità di interconnettere i differenti siti attraverso la fibra ottica, per massimizzare le performance di rete.