3  / 4




Il secondo episodio di Urban Tales ci porta nella storica Perugia.

In una città ricca di storia e memorie del passato conosciamo Giulio, un intraprendente studente universitario della facoltà di lingue orientali, che da qualche tempo non riesce più a godersi il proprio contesto, le proprie origini.

Guarda Lost Signal,  la seconda puntata di Urban Tales ambientata nella secolare Perugia.

Perugia, tra passato e futuro

Intervista a Marco Alunni, City Manager della prima smart city d’Italia

Una città pre-romana, con un centro storico tanto suggestivo quanto difficile da cablare, a causa degli stringenti vincoli architettonici. Serviva una commistione perfetta di lungimiranza, collaborazione tra differenti livelli amministrativi e impegno di tutti gli attori in campo. Così è stato, e a Perugia i lavori di Open Fiber sono stati portati a termine in meno di un anno, arrivando a snodare oltre 700 km di fibra ottica FTTH e ad abilitare servizi fino a poco prima inimmaginabili.

Perugia è stata una città che ha compreso la nostra mission sin dall’inizio. Tutti gli attori in campo ci hanno dato una mano nel realizzare nei tempi da noi definiti un progetto altamente sfidante: portare la fibra ottica nel centro storico di una città con un background storico straordinario. Amministrazione, funzionari tecnici del Comune, Soprintendenza Archeologica e tecnici partner di e-distribuzione hanno lavorato spalla a spalla e hanno letteralmente superato i propri limiti. Hanno dimostrato di credere nel progetto e sono stati ripagati della fiducia: Perugia oggi è la prima vera e propria smart city d’Italia.

La cittadinanza ha apprezzato moltissimo la sperimentazione fatta su Perugia e i servizi abilitati dalla fibra ottica in modalità FTTH. Siamo molto orgogliosi anche di aver creato una consapevolezza tra i cittadini comuni: grazie alla campagna informativa di Open Fiber e del Comune, a Perugia tutti hanno compreso la differenza di prestazioni tra la vera fibra ottica e i cavi in rame. Che molte aree della città, tra l’altro, non avevano neanche mai visto arrivare.

Inutile girarci attorno: i cantieri hanno avuto un impatto importantissimo sulla città e in alcuni casi hanno modificato le abitudini degli abitanti. Abbiamo avuto picchi di 500 operai al lavoro contemporaneamente, in quasi ogni strada c’era un nostro cantiere. I disagi ci sono stati come ci sarebbero stati per qualsiasi grande opera infrastrutturale. Ma Open Fiber, l’Amministrazione e le imprese hanno saputo comunicare con la cittadinanza e far capire che si stava lavorando al massimo del regime per ridurre i disagi al minimo. Ed abilitare servizi a prova di futuro che avrebbero ampiamente ripagato i piccoli sacrifici.

Il riutilizzo è stato una chiave di volta fondamentale. Grazie alle infrastrutture di e-distribuzione e allo staff che ci è stato affiancato, abbiamo potuto minimizzare ulteriormente i disagi. Abbiamo riutilizzato 500 km di infrastrutture esistenti, tra cavidotti e palificate. Questo ha reso possibile andare più rapidi e, ad esempio, ridurre gli impatti sul flusso veicolare. Tutti hanno compreso la necessità di chiudere il cantiere in tempi rapidi, e così è stato: lavori ultimati in meno di un anno.

C’è sia fibra interrata su cavidotti, che fibra aerea su palificate. Soprattutto attraverso il riutilizzo delle palificate abbiamo raggiunto zone impervie, che altrimenti sarebbero state impossibili da cablare. Questo tipo di lavorazioni hanno chiesto grandi sforzi alle nostre imprese, che ringraziamo: hanno affrontato criticità mai riscontrate e migliorato le loro conoscenze con soluzioni innovative.

Ove possibile abbiamo utilizzato la innovativa metodologia di scavo One Day Dig, che consente di posare la fibra ottica e ripristinare il manto stradale in poche ore. Inoltre, per rispettare l’aspetto estetico e architettonico della città, sono stati progettati e realizzati appositamente degli armadi interrati per la fibra. Perugia è stato un laboratorio sia per Open Fiber che per tutti gli attori in campo nel progetto.

L’efficientamento dell’illuminazione pubblica è già attivo: le lampade a fine vita vengono sostituite in tempo, prima di arrecare disagi. La nettezza urbana, invece, può ottimizzare i percorsi di ritiro dei rifiuti, grazie a sensori collegati alla fibra ottica che segnalano i cassonetti pieni. Inoltre i cittadini di alcune circoscrizioni stanno già sperimentando servizi di Pubblica Amministrazione digitale, sbrigando pratiche online con impiegati comunali in telepresenza, senza recarsi negli uffici centrali. In un futuro non più così lontano immaginiamo di poter implementare telesorveglianza, controllo del territorio e monitoraggio parcheggi in tempo reale, rendendo prenotabili da remoto sia le aree di stallo che le strisce blu.

Con i servizi abilitati per Umbria Jazz abbiamo dimostrato davvero ciò che è possibile fare con Open Fiber: Go Internet, un piccolo operatore locale nato parallelamente al nostro progetto, è riuscito ad entrare nel mercato dello streaming video dei grandi eventi, che tradizionalmente era ad appannaggio solo dei grandi operatori. Abbiamo cablato i palchi sia dei concerti a ingresso libero che di quelli a pagamento, ed è stato concesso ai clienti dell’operatore di poter vivere l’atmosfera in diretta streaming in alta qualità anche da casa propria.

Lo stanno comprendendo, ed è la soddisfazione più grande. Gli abitanti e i commercianti sono bramosi di poter usufruire del servizio, e ci stanno arrivando richieste per estendere il cablaggio anche a zone non previste dal progetto iniziale. Non dimentichiamo, tra l’altro, che un edificio cablato con la fibra ottica FTTH è un edificio che aumenta il proprio valore sul mercato. Così come un ufficio che può lavorare con la connessione a 1 Gigabit al secondo, può consentire ai propri dipendenti di non porsi più limiti di prospettiva sui mercati internazionali, all’interno dei quali l’utilizzo rapido del cloud è ormai una condicio sine qua non. Con Open Fiber non abbiamo portato la città nel Duemila: l’abbiamo preparata al Tremila.