Grazie alla collaborazione tra Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber un innovativo modello di telemedicina porta la riabilitazione nelle case dei pazienti
Le reti ultraveloci FTTH rendono possibile il monitoraggio continuo a distanza e aprono nuove prospettive per una sanità ancora più accessibile e vicina alle persone
Roma, 5 agosto 2026 – Le infrastrutture digitali possono contribuire concretamente a migliorare la qualità della vita delle persone e ad ampliare le possibilità della medicina a distanza. Lo dimostra la storia diBruno Sarti, paziente della Fondazione Chiossone di Genova che, dopo un ictus, ha potuto proseguire il proprio percorso di riabilitazione visiva direttamente da casa grazie alla combinazione tra telemedicina, tecnologie mediche innovative e connettività in fibra ottica FTTH (Fiber To The Home).
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber e si basa su AVDesk, un neurostimolatore di nuova generazione che consente di trasferire parte della terapia dall’ambulatorio all’abitazione del paziente. La connessione FTTH garantisce il monitoraggio remoto e la trasmissione continua dei dati clinici, permettendo agli specialisti di seguire l’andamento della terapia e adattare il percorso riabilitativo in base ai progressi registrati.
Dopo i primi risultati ottenuti presso la Fondazione Chiossone, Bruno Sarti ha potuto continuare il trattamento nel proprio ambiente familiare, mantenendo un collegamento costante con l’équipe medica. Un approccio che favorisce la continuità delle cure riduce gli spostamenti verso le strutture sanitarie e rende più semplice l’accesso ai trattamenti per le persone fragili o con difficoltà motorie.
“Dopo l’ictus temevo di aver perso una parte importante della mia autonomia. Oggi posso continuare la riabilitazione direttamente da casa mia grazie a un sistema semplice da utilizzare e a una connessione stabile e veloce. Già dopo le prime settimane ho iniziato a vedere miglioramenti che mi hanno dato fiducia e motivazione per continuare”, racconta Bruno Sarti.
“L’esperienza sviluppata insieme a Linari Medical e Open Fiber dimostra come la tecnologia possa ampliare le possibilità della riabilitazione visiva, permettendoci di seguire i pazienti anche oltre gli spazi della struttura sanitaria. Questo approccio consente di aumentare la continuità delle cure e di accompagnare le persone in un percorso di recupero più vicino alle loro esigenze quotidiane”, afferma Simone Torretta, direttore della Fondazione Chiossone.
Il sistema AVDesk integra stimolazioni multisensoriali, analisi dei dati in cloud e algoritmi di intelligenza artificiale che consentono agli specialisti di seguire il paziente anche a distanza. Secondo i professionisti coinvolti nel progetto, dopo circa venti ore di trattamento molti pazienti mostrano un recupero significativo dell’autonomia visiva e delle capacità necessarie per le attività quotidiane.
“Quando si parla di fibra ottica si pensa spesso alla velocità di navigazione. In realtà, casi come questo mostrano come le reti FTTH possano diventare un vero e proprio fattore abilitante per l’innovazione sanitaria. La possibilità di collegare in tempo reale pazienti, medici e dispositivi avanzati consente di sviluppare nuovi modelli di assistenza, rendendo le cure più accessibili, continue e vicine alle persone”, sottolinea Stefano Mazzitelli, Direttore Commerciale di Open Fiber.
Grazie alla collaborazione tra Fondazione Chiossone, Linari Medical e Open Fiber, la connettività diventa così uno strumento abilitante per nuovi modelli di assistenza sanitaria, contribuendo a rendere le cure più accessibili, continue e vicine alle persone.