Smartphone, TV, consolle, videocamere e dispositivi smart: nelle nostre case le connessioni si moltiplicano, provocando talvolta rallentamenti. Ma il numero di device è solo una parte del problema: ecco cosa determina davvero le prestazioni della rete domestica.
Una casa always-on ha molti più dispositivi connessi di quanti pensiamo. Quando parliamo di Wi-Fi e Internet, infatti, ci soffermiamo soprattutto sui device che utilizziamo più spesso, come smartphone, tablet e PC. Eppure questi rappresentano soltanto la parte più visibile di un ecosistema domestico molto più ampio.
Smart TV, consolle, videocamere di sicurezza, termostati, lampadine, prese intelligenti ed elettrodomestici: molti di questi oggetti restano connessi anche quando non li utilizziamo direttamente, comunicando con servizi cloud, scaricando aggiornamenti o rimanendo pronti a ricevere un comando.
Se poi in casa vivono più persone, raggiungere diverse decine di apparati collegati alla stessa rete è più facile di quanto possa sembrare. Ma quanti possiamo collegarne prima di notare dei rallentamenti? La risposta dipende da più fattori: connessione internet, tecnologia del router, copertura Wi-Fi e traffico generato nello stesso momento.
Rete FTTH e Wi-Fi: cosa determina la velocità
La fibra ottica è la base per una casa always-on, e grazie a un’elevata capacità di trasmissione e alla bassa latenza delle reti di nuova generazione, permette di gestire attività che richiedono molti dati, dallo streaming ad alta risoluzione alle videochiamate, passando per download, backup sul cloud e gaming online.
Disporre di una connessione ultraveloce non significa ottenere automaticamente la stessa velocità via Wi-Fi in ogni angolo della propria abitazione.
Perché se la fibra FTTH porta Internet fino a casa, è poi la rete domestica a distribuire la connessione tra smartphone, computer, televisori e gli altri device.
Ed è proprio qui che compaiono i colli di bottiglia, perché un router datato, una copertura insufficiente, la distanza, i muri e anche le interferenze riducono le prestazioni percepite nonostante la presenza della banda ultra larga.
Router e Wi-Fi da 200 client. Cosa significa davvero?
Parallelamente all’evoluzione della connessione ultraveloce sono cambiati anche i router e gli standard Wi-Fi, con le generazioni recenti che sono progettate per scenari nei quali un numero crescente di client deve condividere la stessa rete, utilizzando in modo più efficiente frequenze e risorse disponibili.
I numeri dichiarati dai produttori rendono bene l’idea: alcuni sistemi Wi-Fi 7 di fascia alta vengono pubblicizzati come capaci di supportare oltre 200 dispositivi online, mentre altri modelli indicano più di un centinaio di client.
Questi valori, però, non corrispondono al numero di device che possono utilizzare la fibra ottica al massimo delle prestazioni nello stesso momento. Supportare 200 client non significa poter avere 200 smart TV che trasmettono in 4K senza rallentamenti: l’esperienza effettiva dipende dalla rete FTTH disponibile, dalle caratteristiche del router, dalla qualità del segnale e dal traffico generato.
Dispositivi connessi: quanto conta il loro utilizzo
Pensiamo a due case. Nella prima sono presenti 30 dispositivi, ma buona parte è costituita da lampade intelligenti, sensori, termostati e altri oggetti IoT che scambiano quantità limitate di dati.
Nella seconda gli apparati impegnati sono soltanto dieci, ma due persone stanno guardando contenuti in 4K, un’altra è impegnata in una videochiamata, una consolle sta scaricando un gioco e un computer sta effettuando un backup sul cloud.
Nonostante il numero inferiore, è molto probabile che sia la seconda rete a essere sottoposta al carico maggiore. Questo perché una lampadina smart e una smart TV contano entrambe come un dispositivo, ma richiedono quantità di dati molto diverse.
Un esempio arriva dallo streaming: Netflix raccomanda almeno 15 Mbps per la riproduzione di contenuti in 4K. Quattro streaming 4K simultanei possono quindi richiedere, come ordine di grandezza, circa 60 Mbps soltanto per la visione dei contenuti. A questi bisogna aggiungere il traffico prodotto da videochiamate, download, gaming e altre attività.
La domanda da porsi, quindi, non è soltanto “quanti dispositivi sono collegati?”, ma “come stanno utilizzando la rete nello stesso momento?”
Cosa rallenta il Wi-Fi dentro casa
Se le prestazioni peggiorano spostandosi da una stanza all’altra, il problema potrebbe non essere la velocità della linea, è la copertura Wi-Fi. Fattori come la distanza dal router, pareti e altri ostacoli incidono sulla ricezione del segnale, soprattutto nelle abitazioni più grandi o distribuite su più piani.
Anche la posizione del router fa la differenza. Collocarlo in una zona centrale e libera da ostacoli permette generalmente di distribuire meglio il segnale. Negli ambienti più grandi, invece, i sistemi mesh possono aiutare a estendere la copertura attraverso diversi punti di accesso.
Quando possibile, inoltre, i dispositivi fissi ed esigenti come smart TV, consolle e computer possono essere collegati tramite Ethernet, riducendo il traffico sulla rete wireless.
Come gestire la rete di una casa always-on
Il primo elemento da osservare è il comportamento della rete nei momenti di massimo utilizzo. Se i problemi emergono soprattutto quando più persone guardano contenuti in streaming, giocano o effettuano download, il limite potrebbe essere legato alla banda ultra larga disponibile o alla gestione del traffico. Se invece le prestazioni peggiorano soltanto in determinate stanze, è più probabile che si tratti di copertura Wi-Fi.
Molti router moderni permettono inoltre di visualizzare dall’app i client presenti sulla rete e, in alcuni casi, verificare quali generano più traffico. Uno strumento utile per capire come viene utilizzata la connessione e individuare eventuali problemi di ricezione del segnale.
E proprio per questi motivi non esiste un numero preciso per rispondere alla domanda “quanti dispositivi posso collegare senza rallentamenti?”, perché possiamo avere decine di oggetti smart online senza accorgercene e, allo stesso tempo, mettere sotto pressione la rete con pochi device impegnati in attività particolarmente pesanti.
Nella casa always-on non conta soltanto essere sempre collegati, l’importante è disporre di una rete domestica efficiente e di una connessione capace di sostenere le esigenze di tutti i dispositivi.
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