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Tecnologia e innovazione
23 Dicembre 2019
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Una Gigabit Society per un’Europa in cui la rete sia sempre più diffusa e veloce.

E’ questo l’obiettivo di connettività che la Commissione Ue si è posta per il 2025 e che persegue con l’aiuto del Connecting Europe Broadboand Fund (CEBF), il fondo nato nel 2016 in collaborazione con la Banca Europea per gli Investimenti (BEI). Il CEBF mira a colmare il gap esistente in termini di finanziamenti per infrastrutture ultra broadband sia attraverso finanziamenti diretti al settore privato e a società di proprietà pubblica sia attraverso intermediari finanziari. Ad oggi vanta uno stanziamento complessivo di 420 milioni di euro ma si prevede che mobiliterà investimenti aggiuntivi per un valore compreso tra 1 e 1,7 miliardi di euro.

L’evoluzione verso la Gigabit Society ha il suo punto di partenza nell’Agenda Digitale per l’Europa, che è stata concepita come una delle sette iniziative faro della Strategia Europa 2020, il programma dell’Ue per incentivare la crescita economica e l’occupazione. Lanciata nel maggio 2010, l’Agenda aveva fra i suoi obiettivi quello di unificare i servizi di telecomunicazione, migliorare l’alfabetizzazione e le competenze digitali dei cittadini, contrastare il cyber crime e agevolare le fatturazioni e i pagamenti elettronici. Sul fronte dell’accesso ad Internet superveloce si sottolineava l’importanza della diffusione della banda larga per promuovere l’inclusione sociale e la competitività nell’Unione. In particolare si proponeva una copertura di almeno 30 Mbps  per tutti i cittadini europei, e servizi a 100 Mbps per almeno il 50% della popolazione. L’Italia ha recepito le indicazioni di Bruxelles sviluppando un’Agenda Digitale Italiana in collaborazione con la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Nell’ambito dell’Agenda Digitale Italiana – in modo da perseguirne gli obiettivi – sono stati predisposti la  Strategia per la Crescita Digitale 2014-2020, il Piano Nazionale Banda ultralarga, il Piano Triennale Ict per la PA ed è stata istituita l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Le azioni principali su cui il nostro Paese ha puntato per adattare le raccomandazioni dell’Unione europea sono: identità digitale e servizi innovativi per i cittadini; amministrazione digitale; servizi e innovazione per favorire l’istruzione digitale; misure per la sanità digitale; forte impulso per la banda larga e ultralarga; moneta e fatturazione elettronica; giustizia digitale.

L’impegno della Comunità Europea per la crescita digitale

Le indicazioni fornite dall’Agenda Digitale per l’Europa sono però state superate, a settembre 2016, da una comunicazione intitolata “Connettività per un mercato unico digitale competitivo verso una società dei Gigabit europea”. Nell’occasione la Commissione europea ha proposto al Parlamento e al Consiglio Ue di rivedere gli obiettivi fissati al 2020 per arrivare – entro il 2025 – a fornire un accesso alle connessioni Internet con velocità di download / upload di 1 Gigabit di dati al secondo a tutte le scuole, agli hub di trasporto e ai principali fornitori di servizi pubblici così come alle imprese ad alta intensità digitale. Inoltre, la Commissione ha auspicato che tutte le famiglie europee, rurali o urbane, abbiano accesso a reti che offrono una velocità di download di almeno 100 Mbps, che può essere aggiornata a 1 Gigabit. A queste velocità la rete diventa un vero e proprio strumento di comunicazione globale composto di sensori, processori e unità di memoria altamente interattivi, costantemente collegati e facilmente espandibili.

Una sfida importante per il futuro dell’Europa e dell’Italia, che vede  in Open Fiber un prezioso alleato: la fibra ottica Fiber To The Home (FTTH) fino a 1 Gigabit al secondo (Gbps) permette di avere una rete stabile e veloce,in grado di collegare tutti i cittadini e  assicurare una crescita digitale a tutto il Paese. Per annullare le distanze e viaggiare tutti alla stessa velocità.

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