Il futuro ultraveloce dell’Italia dei borghi

Ecco come la banda ultra larga di Open Fiber trasformerà la vita del comune umbro, Piegaro, dal turismo all’industria vetraria, un vanto della zona. Il cantiere è partito a fine agosto e terminerà tra 6 mesi: sfruttata anche la tecnologia no-dig e la posa aerea 

“Bisogna tornare a vivere nei borghi”. Per spiegare cosa significhi l’arrivo della banda ultra larga a Piegaro, 35 chilometri da Perugia, il sindaco cita la frase di un conterraneo famoso, Brunello Cucinelli. A Solomeo, un borgo poco lontano da qui, vicino al lago Trasimeno, il re del cachemire ha costruito una casa di moda nota in tutto il mondo.

“Spero che il progetto di Open Fiber rappresenti un’inversione di tendenza per piccoli centri come Piegaro che rappresentano la realtà, la bellezza e la ricchezza italiana, in particolare del centro: Umbria, Toscana, Marche” spiega  Roberto Ferricelli, sindaco da quattro anni di Piegaro, un Comune di nemmeno 4mila abitanti ma molto esteso, più di 92 chilometri quadrati di territorio, allungati in parte nella valle del fiume Nestore e in parte sulle colline dove si coltivano ulivi, vigneti e cereali.

Sei mesi per la nuova rete

A Piegaro la posa della fibra ottica di Open Fiber è partita a fine agosto. “La nuova rete avrà un’estensione di 30 chilometri, di cui 8 realizzati attraverso la posa aerea, 15 sfruttando le infrastrutture già esistenti e 7 con mini-trincee e con la tecnologia no-dig, cioè senza scavo, teleguidata, ancora meno invasiva” racconta Vito Magliaro, regional manager Umbria e Marche di Open Fiber.

Un team di circa 20 persone lavorerà al cantiere per 6-7 mesi, tra progettisti, squadre di scavo e di posa. Al termine tutta l’area sarà connessa con la banda ultra larga a 1 giga al secondo, in modalità FTTH (Fiber to the home), cioè con la fibra che entra direttamente nelle case e negli uffici, a partire da scuole e ospedali, che collegherà Piegaro al futuro, cambierà la vita del borgo e gli offrirà un’occasione di riscatto.

“Per trattenere le persone qui, soprattutto le famiglie giovani, dobbiamo garantire certi servizi essenziali. - racconta il sindaco - Oggi la rete ultraveloce è uno di questi: pensiamo all’home banking, ai rapporti con la pubblica amministrazione, al turismo”.

Dal vetro alla fibra

L’arrivo della fibra rappresenta un nuovo inizio, di una storia lunga quasi mille anni. Tutto a Piegaro parla del vetro e la fibra ottica è un sottilissimo filo di vetro grande come un capello. Sulla guida rossa del Touring Club si legge che il borgo è “rinomato fin dal Medioevo per la produzione del vetro”. Nel Trecento gli artigiani piegaresi fornirono lastre e tessere da mosaico per lo splendido Duomo di Orvieto.

Una tradizione mantenuta in vita oggi dalla Vetreria Cooperativa Piegarese, nata negli anni Sessanta, 250 dipendenti, alla quale si deve la trasformazione industriale dell’attività. Il settore ha tenuto anche durante la crisi economica degli ultimi anni che pure qui ha lasciato il segno, con 300 posti di lavoro perduti in valle, soprattutto nel metalmeccanico. In paese, poi, ha da poco chiuso l’ultimo sportello bancario, l’ufficio postale ha ridotto gli orari di apertura al pubblico e sulle case del borgo storico cominciano a spuntare i cartelli “Vendesi”.

“È un circolo vizioso: dobbiamo invertire la rotta. Per non lasciare vuote le seconde case di chi è emigrato verso la città abbiamo approvato un piano di affitti agevolati ai nuovi residenti. - aggiunge il sindaco - Ma dobbiamo migliorare anche i servizi e la banda ultra larga può aiutarci”.

“L’arrivo della fibra può rappresentare una grande opportunità” dice il sindaco che immagina nuove possibilità anche per i 400 alunni delle 3 scuole (materna, elementare e media) distribuite nelle frazioni principali. “Le stiamo rifacendo come nuove con la riqualificazione energetica e nel pieno rispetto delle norme antisismiche”: la rete ultraveloce completerà il quadro.

Il turismo cambierà velocità

Un settore con un potenziale di crescita è il turismo: tra B&B, case vacanze e agriturismi la zona offre già 700 posti letto, quasi completi da giugno a settembre. L’importante è mettersi in rete con i centri vicini, piccole perle come Città della Pieve: per questo è nato il brand “I sentieri del Perugino” che offre itinerari d’arte in bicicletta e a piedi.

Turisti da tutto il mondo. Molte case-vacanze in collina sono richieste da americani e inglesi che non mancano anche per il Festival del vetro.

“Ma questa estate ci hanno contattato anche due famiglie di Israele con bambini per partecipare ai nostri laboratori creativi sul vetro” racconta Bianca Iaccarino, guida turistica del museo, che sogna la banda ultra larga: “Finalmente non avremo problemi a proiettare i video su YouTube” dice sorridendo.

Clelia Cini, 33 anni, laureata in agronomia, insieme con il fratello Riccardo, enologo, ha creato qui l’azienda agricola la Casa dei Cini: producono soprattutto vino e olio, ma anche aglione e canapa. Per lei l’arrivo della rete in fibra è un’ottima notizia. “La banda ultra larga è fondamentale oggi per convincere le persone giovani a rimanere nelle zone rurali. Noi abbiamo dovuto mettere la parabolica sul tetto di casa e puntarla su un monte per avere una connessione minima a Internet”.

Piegaro rappresenta anche un simbolo. Il piano di Open Fiber, infatti, nasce pure per colmare il divario tra città e campagna, tra aree connesse e aree bianche, cosiddette “a fallimento di mercato”, dove nessun operatore di telecomunicazioni privato ha dichiarato di voler investire. Un’Italia a due velocità che il grande progetto di Open Fiber scongiurerà grazie ai cantieri aperti un po’ in tutto il Paese, dalle Alpi alla Sicilia. Obiettivo, non lasciare indietro nessuno. A Piegaro come nei tanti borghi d’Italia suoi fratelli, che per molti decenni hanno rappresentato l’eccellenza del Belpaese nel mondo. Piccolo è ancora bello, soprattutto se è connesso.