Palermo a 1 Giga al secondo: un modello per tutta l’Italia

07/01/2019


Lavori ultimati con 5 mesi di anticipo, stretta sinergia con l’amministrazione comunale e una scoperta archeologica: a Palermo Open Fiber ha dimostrato che il Sud può segnare il passo nel cammino in FTTH

Oltre 90 milioni di euro investiti, 224 mila unità immobiliari cablate, 2800 chilometri di fibra ottica stesi e picchi di 40 cantieri al giorno, con la presenza contemporanea di 300 tra operai specializzati, tecnici e professionisti. Il regalo di Natale di Open Fiber per Palermo è arrivato il 21 dicembre, quando – con 5 mesi di anticipo rispetto al cronoprogramma - l’amministratore delegato Elisabetta Ripa ha annunciato il completamento del piano di copertura avviato nel capoluogo siciliano.

La conferenza stampa a Palazzo delle Aquile, alla presenza del sindaco Leoluca Orlando, è stata l‘occasione per presentare i vantaggi della innovativa rete di telecomunicazioni, realizzata interamente in modalità Fiber-to-the-home - FTTH, la fibra stesa fin dentro casa - capace di garantire a cittadini, imprese e pubblica amministrazione velocità di connessione al web fino a 1 Gigabit al secondo e latenza ultraridotta (meno di 5 millisecondi). Prestazioni necessarie ad abilitare e rendere fruibili servizi “a prova di futuro” come la telemedicina, lo smart working, l’Internet of Things, il cloud computing, l’Industria 4.0, la PA digitale, il gaming online, e altro ancora.

Per trasformare Palermo nella città più cablata del Mediterraneo, è stata fondamentale la stretta collaborazione instaurata tra le strutture tecniche del Comune, il corpo di polizia municipale e i manager di Open Fiber. Il sindaco di Palermo Leoluca Orlando ha ringraziato l’intera cittadinanza, sottolineando i vantaggi derivati dal collegamento tra la rete FTTH di Open Fiber e l’anello telematico del Comune: una stretta “alleanza tecnologica” in nome di una sempre più efficace erogazione dei servizi pubblici.



Open Fiber è intervenuta in città privilegiando le modalità d’intervento meno invasive e a minor impatto ambientale: il 91% degli scavi è stato infatti eseguito in minitrincea, tecnica che prevede un taglio su strada largo 10 centimetri e profondo 35, subito ricoperto con malta cementizia. Trascorso il tempo necessario all’assestamento, si è proceduto al ripristino definitivo con scarifica e posa dell’asfalto a caldo. Sui 483 chilometri di scavi effettuati in tutta Palermo, i ripristini definitivi prima di Natale superavano il 90 per cento: il piano di riasfaltatura si sta concludendo in queste settimane, subito dopo le festività.

L’amministratore delegato di Open Fiber Elisabetta Ripa ha parlato con orgoglio del traguardo raggiunto a Palermo: “Con il completamento del progetto nel capoluogo siciliano – ha dichiarato Ripa - Open Fiber conferma e rilancia la sua mission di player infrastrutturale per il superamento del digital divide che affligge l’Italia”.



La convenzione stipulata tra Comune di Palermo e Open Fiber, oltre a snellire e accelerare l’iter amministrativo dell’opera, ha inoltre avuto importanti ricadute di carattere sociale. Il cablaggio di numerose scuole, su tutte gli Istituti comprensivi “Giovanni Falcone” dello Zen 2 e “Sandro Pertini” di Brancaccio, già permette ad alunni e docenti di usufruire di nuovi strumenti didattici e laboratori informatici avanzati.

La ciliegina sulla torta nei lavori di Open Fiber nella Conca d’Oro è stata del tutto inaspettata: durante gli scavi per la posa della fibra ottica, in via Francesco Cilea è stato rinvenuto un Qanat, uno degli acquedotti sotterranei d’epoca araba che hanno contribuito all’antico splendore di Palermo. La Soprintendenza per i beni culturali e ambientali ha certificato l’eccezionalità del ritrovamento, dato che fino al momento dei lavori non si aveva conoscenza della presenza di Qanat in quella specifica zona della città.

Acqua e fibra ottica: elementi lontani ma simbolicamente vicini, la cui diffusione capillare ha segnato - in epoche diverse - il passaggio di Palermo dal passato al futuro.